Quando il magazzino impara a parlare con il cliente.

Come abbiamo trasformato un archivio di lastre in uno strumento commerciale vivo.

IMA Marmi Alberti esiste dal 1960. Sessant'anni di pietre naturali, di blocchi selezionati in ogni angolo del mondo, di un sapere artigianale che si tramanda. Il problema non era il prodotto. Era renderlo visibile — davvero — a chi doveva comprarlo.

Un magazzino di pietre naturali è una cosa viva. Le lastre arrivano, si spostano, vengono vendute, finiscono. Ogni mattina il mondo è leggermente diverso da quello della sera prima. La sfida era costruire un sistema che raccontasse questo cambiamento in tempo reale — senza che nessuno dovesse aggiornarlo a mano.

Il punto di partenza: un ERP che parlava solo con se stesso

IMA Marmi Alberti usa Easyco come gestionale interno. Un sistema solido, consolidato, che conosce ogni singola lastra del magazzino — spessore, finitura, disponibilità, blocco di provenienza. Il problema era che tutta questa conoscenza restava chiusa dentro. Non usciva. Non parlava con il cliente, non supportava la forza vendita in modo efficace, non mostrava le foto reali delle lastre a chi stava scegliendo un materiale per un progetto.

Il vecchio warehouse era uno specchio opaco. Mostrava qualcosa, ma non abbastanza. Quello che serviva era uno specchio trasparente — che riflettesse il magazzino reale, aggiornato, fotografato, navigabile.

Sono partito da lì.

Cursor come partner di sviluppo: concentrarsi sul risultato, non sul codice

Ho una formazione da programmatore. So scrivere codice. Ma per questo progetto ho scelto di lavorare in modo diverso: ho usato Cursor, l'editor AI-assisted, come partner di sviluppo. Non per pigrizia — per una scelta precisa di metodo.

Quando hai davanti un sistema complesso come questo — con 17 step di importazione, un database di backup, un sistema di cache, una wishlist integrata — il rischio è perdersi nel codice e dimenticare l'obiettivo. Cursor mi ha permesso di ragionare sempre ad alto livello: descrivevo cosa doveva succedere, lui produceva il codice, io valutavo, correggevo, dirigevo.

Il mio lavoro è diventato quello del regista, non dell'operatore di macchina. E questo ha cambiato la qualità del risultato finale — perché l'attenzione è rimasta sulla UX, sul flusso dell'utente, sulle funzionalità che contavano davvero per IMA.

Il cuore del sistema: 17 passi ogni notte

Il punto più delicato del progetto era la sincronizzazione. Ogni notte, Easyco esporta l'intero magazzino in file XML che vengono depositati via FTP sul server. Parallelamente, il sistema di fotografia di IMA — che fotografa ogni singola lastra di ogni blocco — accumula immagini reali nelle cartelle del server.

Ho costruito un sistema di importazione suddiviso in 17 step sequenziali, ognuno monitorabile singolarmente attraverso un'interfaccia di controllo dedicata. Ogni operazione ha il suo log. Se qualcosa va storto, parte una mail di alert.

I 17 step del processo notturno

La sequenza non è casuale — ogni step dipende dal precedente e prepara il successivo:

  • Step 01 — Unzip files: i pacchetti XML arrivati via FTP vengono decompressi e resi disponibili per l'elaborazione.
  • Step 02 — Prepare backup tables: prima di toccare qualsiasi dato in produzione, il sistema crea le tabelle di backup. Il magazzino non rimane mai vuoto — nemmeno in caso di errore.
  • Step 03-11 — Import dati: spessori, materiali, alias, giacenze, tag, date, semiblocchi, lavorazioni in italiano e nelle lingue straniere. Ogni entità ha il suo step dedicato, con log separato.
  • Step 12-14 — Import immagini: tre tipologie distinte — immagini di tipo materiale, foto blocco con gallery, foto nuove. Il sistema sa riconoscere cosa è già presente e cosa va aggiornato.
  • Step 15 — Sanitize immagini: pulizia e normalizzazione post-import. Nessuna immagine corrotta o mal formattata arriva in produzione.
  • Step 16 — Finalize: il momento critico. Le tabelle di backup diventano produzione. Lo swap avviene in modo atomico — o tutto passa o non passa niente.
  • Step 17 — Warm cache: svuotamento e ricostruzione della cache API del warehouse. Al mattino, quando i clienti e gli agenti aprono il browser, tutto è già pronto e veloce.

Il database di backup: la rete di sicurezza invisibile

Una delle decisioni architetturali più importanti è stata il doppio database. Il magazzino viene svuotato e ripopolato ogni notte — ma se durante l'importazione qualcosa si rompe, il sistema non lascia mai il warehouse vuoto. Le tabelle di backup tengono l'ultima versione valida sempre disponibile, fino a quando la nuova importazione non è completata e verificata.

È il principio del sous-chef che prepara il piatto di riserva prima ancora che quello principale vada in tavola. Il cliente non vede mai un magazzino vuoto. Non importa cosa succede dietro le quinte.

La wishlist: dove il digitale incontra la vendita reale

Un magazzino digitale senza un meccanismo di contatto è una vetrina chiusa. L'ho aperta con un sistema di wishlist e pre-ordine integrato direttamente nell'interfaccia di navigazione.

L'utente — architetto, interior designer, rivenditore — naviga tra le centinaia di essenze disponibili, vede le foto reali di ogni singola lastra del blocco, e aggiunge alla sua lista quelle che lo interessano. Non un carrello e-commerce: una selezione ragionata da sottoporre all'agente.

Quando è pronto, può inviare la sua wishlist in due modi:

  • Via email — per chi preferisce un flusso più formale, con documentazione scritta.
  • Via WhatsApp — scegliendo direttamente l'agente IMA di riferimento. La conversazione parte già con il contesto completo: materiali, quantità, foto.

Da quel momento la trattativa si sposta sul canale scelto dal cliente. L'agente ha già tutto il necessario per rispondere in modo preciso e veloce. Non c'è un passaggio di consegne da fare, non c'è niente da rispiegare.

La chiusura del cerchio: quando la lastra sparisce

Una volta che la vendita è conclusa e le lastre vengono scaricate dal gestionale Easyco, il meccanismo si chiude in modo naturale: con l'aggiornamento notturno successivo, quelle lastre non compaiono più nel warehouse. Nessun intervento manuale, nessun rischio di mostrare disponibilità inesistenti.

È un ciclo completo, automatico, silenzioso. Come una buona cucina di brigata: ognuno fa la sua parte, nel momento giusto, senza che il cliente in sala debba sapere nulla di quello che succede ai fornelli.

Cosa ha cambiato davvero per IMA

Il warehouse non è solo uno strumento tecnico. È diventato parte del processo commerciale di IMA — uno strumento che la forza vendita usa attivamente, che i clienti consultano in autonomia, che riduce il tempo tra "mi interessa questo materiale" e "confermiamo l'ordine".

Le foto reali delle lastre sono il dettaglio che fa la differenza. Il marmo non è un prodotto standardizzato: ogni blocco è unico, ogni lastra ha le sue venature, i suoi colori, la sua storia geologica. Vedere la foto reale della lastra che stai comprando cambia completamente la qualità della decisione d'acquisto. Riduce i ripensamenti, aumenta la fiducia, avvicina il cliente all'azienda.

Sessant'anni di esperienza nel selezionare le migliori pietre del mondo — finalmente visibili, navigabili, a disposizione di chiunque abbia un browser aperto.

La lezione che porto con me

Questo progetto mi ha confermato qualcosa che sospettavo: l'AI nel flusso di sviluppo non è una scorciatoia — è un cambio di prospettiva. Con Cursor ho scritto meno codice e pensato di più. Ho dedicato il tempo che avrei speso in sintassi a capire come IMA lavora davvero, cosa serve agli agenti, cosa cerca il cliente davanti allo schermo.

Il risultato tecnico è preciso. Ma la cosa di cui vado più fiero è che il sistema è invisibile. Chi naviga il warehouse non sa dei 17 step, non sa del database di backup, non sa del cron notturno. Vede solo le lastre — belle, reali, disponibili.

Che è esattamente quello che doveva vedere.

Riccardo Bonuzzi — Consulente di comunicazione digitale e sviluppo web.
Visita il warehouse di IMA Marmi Alberti: warehouse.ima-marmialberti.it